MAXI SEQUESTRO DA 40 MILIONI DI EURO

MAXI SEQUESTRO DA 40 MILIONI DI EURO

SEQUESTRATI BENI PER 40 MILIONI DI EURO ALLA MAFIA, OPERAZIONE ESEGUITA DAI CARABINIERI DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DI PALERMO.

Tra i beni sequestrati, anche l’azienda di macellazione e vendita di carne all’ingrosso, “Oinsicula", nel cui patrimonio aziendale, rientrano gli uffici amministrativi di Via Gallo 46 a Palermo, un unità operativa in via Stazzone sempre a Palermo, una seconda unità operativa a Mezzojuso ed un immobile ubicato nel comune di San Gavino Monreale, in Sardegna. 
Va ricordato che l’area di Mezzojuso, che si occupa dell’allevamento, macellazione e  successiva vendita all’ingrosso di ovini, suini e bovini, conta su una forza lavoro di 55 dipendenti, rappresentando di fatto una delle più grandi presenti sul territorio siciliano, con un valore di circa 30 milioni di euro. 
L’azienda è riconducibile a Antonino Ciresi, arrestato lo scorso aprile perchè ritenuto responsabile dell’estorsione allo chef Natale Giunta e denunciato nell’ambito dell’operazione Alexander in quanto considerato reggente della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.
Seppur fittiziamente intestata a terze persone è stato lo stesso boss, nel corso dei suoi colloqui in carcere con i familiari, a svelare il fatto che proprio lui ne fosse il reale proprietario. 

Sequestrati anche il pub Day Just di via Nino Bixio, un gommone modello Led 33 e un’imbarcazione modello Saver 330 sport, una Minicooper Country man e un acquascooter.
Beni, questi, appartenenti a Antonino Seranella, braccio destro di Alessandro D’Ambrogio, formalmente dipendente della Sicil Trinacria Onlus, società fornitrice di servizi partecipata della Regione Siciliana, ma di fatto nullafacente. 

Ancora, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo hanno messo i sigilli anche alla società denominata Trioil S.r.l, con sede amministrativa a Trani in Puglia, la cui unità operativa comprende un distributore di carburanti, un bar ed un autolavaggio nel comune di Mrtinsicuro in Abruzzo. Beni riconducibili a Ferro, Alessi, Tagliavia e Scimone ed acquisiti con i proventi derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti.